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La Morte a Venezia di Thomas Mann

La morte a Venezia, pubblicato per la prima volta nel 1912, è considerato il capolavoro di Thomas Mann. La trama è scarna, tanto da poter essere sintetizzata in pochi tratti.

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Scheda del Libro

Titolo La Morte a Venezia
Autore Thomas Mann
Uscita 2006 (prima edizione nel 1912)
Editore Einaudi
Pagine 96
Recensito da Cinzia Crinò
ISBN 9788806183455
Anteprima
Genere Romanzo

Recensione/Trama

La morte a Venezia, pubblicato per la prima volta nel 1912, è considerato il capolavoro di Thomas Mann. La trama è scarna, tanto da poter essere sintetizzata in pochi tratti.

Gustav von Aschenbach, anziano scrittore tedesco di grande successo e fama riconosciuta, decide di trascorrere le vacanze estive a Venezia. Un giorno, sulla spiaggia, nota un ragazzo polacco, Tadzio, anche lui in vacanza a Venezia, con la sua famiglia. Aschenbach rimane abbagliato dalla bellezza dell’adolescente, che diventa la sua ossessione, l’unica cosa che lo interessi, e da quel momento ogni sua azione ruota intorno al ragazzino.

Il testo affronta in particolare due temi: Eros e Thanatos, ovvero amore e morte.

I riferimenti alla morte sono molti; già nella prima pagina vediamo raffigurato Aschenbach che aspetta l’autobus alla fermata davanti al Cimitero. Inoltre, il testo è ambientato in una Venezia colpita dalla pestilenza. E la storia si conclude proprio con la morte del protagonista.

Ma ancora più importante è il tema dell’amore. Come già accennato, Aschenbach si invaghisce di un quattordicenne, un ragazzo polacco incontrato per caso a Venezia. Questa attrazione lo spinge a compiere gesti folli, come il pedinare il ragazzo per tutta la città, o il fissarlo insistentemente in cerca di uno sguardo. Aschenbach si rende conto di non avere nessuna speranza con il ragazzo, si sente inadeguato e ridicolo. Potremmo affermare che in lui c’è un netto contrasto tra il corpo e lo spirito. Mentre il corpo è fragile a causa dell’età non più verde, lo spirito è forte, energico, e lo porta a compiere gesti assurdi. Arriva addirittura a farsi tingere i capelli per nascondere il grigio, e anche a truccarsi, in modo da apparire più giovane e appetibile per Tadzio.

Tutto ciò ci fa riflettere sulla potenza dell’amore. L’amore è qualcosa di totalmente irrazionale, una forza che ci domina e ci spinge a comportarci in modo insensato; ma soprattutto è un sentimento a cui nessuno sfugge. L’amore è uguale per tutti, indipendentemente dall’età, dal sesso, dal ceto sociale.

Tra lo scrittore e Tadzio non nasce nulla, i due non si rivolgono mai neanche la parola. D’altronde, le passioni più grandi sono sempre quelle inappagate.


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