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I violini del Cosmo (Anno 2070) di Alessandra Giusti

I violini del Cosmo (2070) di Alessandra Giusti. Trama e Recensione di questo delizioso e fantasioso racconto, E-book, edito dalla Elison Publishing Ed.

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Scheda del Libro

Titolo I violini del Cosmo (Anno 2070)
Autore Alessandra Giusti
Uscita 29 gennaio 2015
Editore Elison Publishing
Pagine 35
Recensito da Alessandra Pagnoni
ISBN 8869630137
Anteprima
Genere Narrativa

Siamo nel 2070, ma non aspettatevi scenari futuristici o chissà quali cyborg venuti da lontani pianeti! Immaginatevi piuttosto paesaggi bucolici, se vogliamo addirittura più rurali e campestri di oggi. Luna, giovane pittrice e protagonista principale di questa fanta-storia, abita insieme ai genitori proprio in una chiesa sconsacrata fatta di mattoncini rossi e il campanile a punta. Studente all’Accademia d’Arte, Luna è costretta a dipingere in gran segreto dato che nel mondo in cui vive era vietato, eccetto a pochi prescelti, dipingere, scrivere o comporre musica. Solo gli artisti autorizzati dal Partito potevano farlo.

Il mondo in cui vive Luna è infatti dominato da un unico assoluto Partito. E come in ogni stato dittatoriale che si rispetti, il Partito non solo manipola l’informazione, ma ha anche imposto un’unica religione di stato, l’Utile (il nome è già tutto un programma!) .

Il partito aveva instillato nella popolazione un’estrema competitività e inculcato nelle loro menti l’idea che la felicità fosse fatta di sicurezza e massimo comfort individuale.

I cittadini di questo mondo Orwelliano, vivono pertanto in case bellissime all’ultimo grido super tecnologiche con TV, PC, IPod in grado di leggere le emozioni e gli stati d’animo dei cittadini in modo da bombardarlo con pubblicità mirate e personalizzate. Accrescerne i desideri e le esigenze materiali permette ovviamente al Partito di “tenere buona e mansueta” la popolazione. Ma:

Luna ripensava spesso a quando il Partito non aveva ancora preso il potere e instaurato la dittatura imponendosi come partito unico, a quando le persone erano ancora ospitali verso il prossimo e lo consideravano divino perché portatore di diversità.

Ogni martedì e giovedì la giovane pittrice si reca da Madame Rouge, una nubile donna di mezza età di origini francesi proprietaria di una piccola bottega, “accettata” dal Partito che considerava l’ambigua signora una specie di giullare di corte. Qui Luna è libera di dipingere in una stanza segreta della bottega, con tele, colori e pennelli che proprio Madame Rouge le rimedia fra montagne d’immondizia alla periferia della città.

Madame Rouge è innamorata della ragazza e del suo stile così solare e sereno. Per questo motivo le offre la possibilità di esporre i suoi dipinti in una piccola mostra “aperta” ai soli fidati clienti della bottega. La giovane ragazza inizialmente impaurita si lascia convincere, ma ben presto l’attività, considerata sovversiva dal Partito, viene scoperta e la bottega rasa al suolo.

Luna è terrorizzata e non riesce a darsi pace. Proprio in preda a questo stato di disperazione e tristezza la giovane ragazza incontra Pablo. In uno scambio di confidenze i due ragazzi fanno pian piano la conoscenza e Pablo decide di condurla in un posto segreto che ne è certo, piacerà molto alla ragazza.

La Città Antica è l’altro scenario piuttosto surreale del racconto della Giusti (il primo era l’aspetto bucolico e campestre di un mondo dittatoriale del futuro), un’articolata città sotterranea scavata nella roccia in cui giornalisti, scrittori, avvocati, poeti, pittori, architetti, ingegneri, musicisti si riuniscono per diffondere le idee della Rivoluzione e far cadere il Partito. Le Révolutionnaire è il giornale del movimento, paradossalmente diffuso via mail, canale non controllato dal regime .. altro elemento decisamente surreale del racconto. Si fa fatica a credere che in un regime dittatoriale del futuro, canali di comunicazione così importanti siano lasciati senza controllo alcuno, ma in questo clima fantasioso e fiabesco lasciamo passare questo curioso, quanto bizzarro dato.

Più volte infatti si ha durante la lettura, decisamente scorrevole del racconto, l’impressione di essere finiti nel mezzo di una favola per adulti. Sì, proprio una favola mi viene da definirla, ahinoi non così distante da quella che è la nostra realtà attuale, basata sul consumismo e sui soli desideri materiali. Uno scenario in cui valori etici e morali sono andati perduti.

Il consumismo ha moltiplicato i bisogni e li anche soddisfatti, ma trasmettendo un senso angosciato della vita: come si può avere ciò che non si può comprare? In questo modo ci ha ancorato a tante pesantezze e tenuti lontani dagli aspetti profondi della vita. L’economia che ci manovra è come un grande parassita .. [] Ci hanno trasmesso il bisogno di sopraffare l’altro, di possedere per avere spazio e libertà. Ci hanno fatto dimenticare che in verità lo spazio e la libertà sono dentro di noi, una casa semplice, accogliente e aperta dove cercare e coltivare la pace.

Come evolve il racconto ovviamente non lo sveliamo, anche se come in ogni buona favola che si rispetti è fin troppo semplice aspettarsi un lieto fine, della serie: e tutti vissero felici e contenti! 😉

Non aspettatevi un romanzo dunque, ma un bel racconto quello sì, narrato con disincanto e semplicità, eppur capace di trasmettere al lettore sapienti e attuali riflessioni su un mondo che ha fatto del consumismo il suo triste filo evolutivo. Familiare?!

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