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Gigi il Bastardo (& Le Sue 5 Morti) di Pee Gee Daniel

Pee Gee Daniel ci presenta il Suo libro Gigi il bastardo (& le sue 5 morti), pubblicato da Montag nel 2012, un romanzo davvero inatteso che ci fa ancora ben sperare nel rinnovato coraggio di almeno una parte dell'editoria italiana.

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Scheda del Libro

Titolo Gigi il bastardo (& le sue 5 morti)
Autore Pee Gee Daniel
Uscita maggio 2012
Editore Edizioni Montag
Pagine 248
Recensito da Giulio Sterna
ISBN 9788897875000
Anteprima
Genere mainstream

Recensione/Trama

Un romanzo davvero inatteso, all’interno del generale panorama nostrano, dominato da opere press’a poco tutte uguali spesso nei contenuti, ma soprattutto nello stile. Qui invece si tratta di una prova veramente destabilizzante ed eccentrica, che ci fa ancora ben sperare nel rinnovato coraggio di almeno una parte dell’editoria italiana.
Iniziamo col dire che “Gigi il bastardo” è senza dubbio un’operazione estrema, a partire dalle tematiche di cui tratta: una Torino quasi sempre notturna e immancabilmente deviata (se non depravata), che fa da perfetto proscenio per lo psicotico/sociopatico/inumano/amorale protagonista che dà il titolo al libro. In secondo luogo, alle varie peripezie tossiche, mistiche, sessuali, alcolistiche, allucinatorie viene riservato (ed è qua che riteniamo risieda il vero punto di forza del romanzo) uno stile/linguaggio letteralmente impressionante: neologismi, continui calembours, disarticolazioni verbali, formule obsolescenti e vere e proprie invenzioni autoriali, per un magma idiomatico che forse qualche critico potrebbe ribattezzare ‘il danielese’. Una forma di scrittura, insomma, sperimentale, barocca (nell’accezione migliore del termine), instancabile, intrepida, come si osava un tempo, e come da tempo non si vedeva più in giro.

Egualmente apprezzabile la fantasia oscena e paradossale che crea e dispone lungo tutti i capitoli personaggi a metà strada tra l’assurdo e il realismo più crudo: nani spacciatori, obese ninfomani, transessuali iperviolenti, coprotagonisti grotteschi e borderline.

Chiaro, le pecche non mancano come, di regola, per tutte le opere prime: una forma sovrabbondante, sin troppo generosa, una trama ricca e talora sovradosata. Ma ciononostante l’apparizione di questo romanzo forte come un pugno nello stomaco e ricercato, sino ad andare a minare inusitatamente la lingua che adopera addirittura alle sue basi grammaticali e sintattiche, non può che essere salutata col più vivo entusiasmo.

Peccato solo per la distribuzione, che credo per ora unicamente relegata ai bookstore on line.


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