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Novecento di Alessandro Baricco

Primo testo teatrale di A. Baricco, Novecento si presenta come un monologo il cui protagonista principale è un pianista dalle spiccate doti artistiche

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Scheda del Libro

Titolo Novecento
Autore Alessandro Baricco
Uscita 1994
Editore Feltrinelli
Pagine 62
Recensito da Alessandra Pagnoni
ISBN 9788807813023
Anteprima
Genere Monologhi Teatrali

Recensione/Trama

Primo testo teatrale di A. Baricco, Novecento si presenta come un monologo il cui protagonista principale è un pianista dalle spiccate doti artistiche. Danny Boodmann T.D. Lemon Novecento, questo il suo nome completo nasce e vive tutta la sua breve vita sul Virginian, piroscafo che negli anni tra le due guerre faceva la spola tra Europa e America, col suo carico di miliardari, emigranti e gente qualsiasi. Concepito sul piroscafo e abbandonato a soli dieci giorni di vita, viene ritrovato da un marinaio in una scatola di cartone, sul pianoforte della sala da ballo della prima classe: Non aveva l’aria però di essere un neonato di prima classe. Quelle cose le facevano gli emigranti, di solito. Partorire di nascosto, da qualche parte del ponte, e poi lasciare lì i bambini. Mica per cattiveria. Era miseria, quella, miseria nera. Voce narrante del testo è un altro attore che nel monologo interpreta la parte di un trombettista assunto sul Virginian, di cui non si svela il nome. Tra i due nasce poco a poco una semplice e molto complice amicizia, che si rivelerà soprattutto nelle ultime pagine del libro. È proprio dalle parole dell’attore trombettista che a poco a poco il lettore apprende la vera storia di Novecento e del Virginian. ..aveva ventisette anni, allora, ma sembravano di più. Io lo conoscevo appena: c’avevo suonato insieme in quei quattro giorni, con la band, ma nient’altro. Non sapevo neanche dove stesse di cabina. Certo gli altri qualcosa mi avevano raccontato di lui. Dicevano una cosa strana: dicevano: Novecento non è mai sceso da qui. È nato su questa nave, e da allora c’è rimasto. Sempre. Ventisette anni senza mai mettere piede a terra. Detta così, c’aveva tutta l’aria di essere una palla colossale Dicevano anche che suonava una musica che non esisteva una volta chiesi a Novecento a cosa diavolo pensava, mentre suonava, e cosa guardava, sempre fisso davanti a sé, e insomma dove finiva, con la testa, mentre le mani gli andavano avanti e indietro sui tasti. E lui mi disse: ?oggi sono finito in un paese bellissimo,le donne avevano i capelli profumati, c’era luce dappertutto ed era pieno di tigri. ‘ Viaggiava, lui. Potevi pensare che era matto. Ma non era così semplice. Quando uno ti racconta con assoluta esattezza che odore c’è in Bertham Street, d’estate, quando ha appena smesso di piovere, non puoi pensare che è matto per la sola stupida ragione che in Bertham Street, lui non c’è mai stato. Negli occhi di qualcuno, nelle parole di qualcuno, lui, quell’aria, l’aveva respirata davvero. Il mondo, magari, non l’aveva visto mai. Ma erano ventisette anni che il mondo passava su quella nave: ed erano ventisette anni che lui, su quella nave, lo spiava. E gli rubava l’anima. In questo era un genio, niente da dire. Sapeva ascoltare. E sapeva leggere. Non i libri, quelli son buoni tutti, sapeva leggere la gente. I segni che la gente si porta addosso: posti, rumori, odori, la loro terra, la loro storia? Tutta scritta, addosso. Lui leggeva, e con cura infinita, catalogava, sistemava, ordinava? ogni giorno aggiungeva un piccolo pezzo a quella immensa mappa che stava disegnandosi nella testa, immensa, la mappa del mondo, del mondo intero, da un capo all’altro, città enormi e angoli di bar, lunghi fiumi, pozzanghere, aerei, leoni, una mappa meravigliosa E così tutto procede tranquillo fino a quando il nostro narratore trombettista non decide di lasciare la nave per ritornarsene sulla terraferma. E qui la narrazione prende una svolta.. È questa probabilmente la bravura di Baricco, attraverso le sue parole, il lettore riesce magicamente a vivere ogni singola scena, ad ascoltarne le musiche ad immaginare le facce dei personaggi, ad assaporarne le sensazioni . Insomma un ottimo libricino, di poche pagine, ma ricco d’emozioni.. Si legge in un boccone!!


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