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GIOVANNI MELI, La vita e le opere di MARCO SCALABRINO

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Scheda del Libro

Titolo GIOVANNI MELI, La vita e le opere
Autore MARCO SCALABRINO
Uscita ottobre 2015
Editore Edizioni Drepanum
Pagine 206
Recensito da Angelo Pendola
ISBN 9788897886754
Anteprima

1700, il secolo in cui si fa strada, in Europa, fra gli illuminati dell’epoca, la consapevolezza che l’essere umano, appunto perché provvisto di ragione, debba essere  al centro del suo universo “guidato (proprio) dal lume della ragione”. E l’Europa, forte della sua storia, della sua cultura, non poteva non esprimere questo grande movimento intellettuale che prese nome di Illuminismo, e che vide la sua nascita in Inghilterra, alla fine del Seicento, con il filosofo John Locke (1632 – 1704).

Ma la sua massima espressione, nello stesso periodo, si ebbe in Francia, dove, evidentemente, trovò quelle condizioni e quel substrato fertile che dovevano in qualche modo decretarne l’estensione, probabilmente, dal 1763 fino al 1789, con manifestazioni fuori da ogni convenzione, che dovevano sfociare nella rivoluzione francese (1789 – 1799) e in quella che doveva essere la nascita di una nuova epoca storica, che avrebbe aperto le porte a un nuovo modo di pensare interessando, a mano a mano, gran parte dei Paesi civili.

Dobbiamo supporre che le opere di John Locke e di tanti altri autori venissero conosciute e studiate dagli intellettuali italiani, ma più che altro, siamo portati ad accettare l’ipotesi secondo cui ad influenzare gli intellettuali Siciliani, siano stati François-Marie Arouet (1694–1778), che in seguito prese lo pseudonimo di  Voltaire; Jean-Jacques Rousseau, (1712–1778); Charles-Louis de Secondat, barone de La Brède e di Montesquieu, (1689 –1755); Immanuel Kant (1724 –1804); Denis Diderot (1713 –1784); Jean-Baptiste Le Rond d’Alembert (1717 –1783); Étienne Bonnot de Condillac (1715 –1780); Bernard de Mandeville (1670 –1733); Thomas Reid (1710 –1796).

In tale periodo s’innesta la figura di Giovanni Meli (Palermo, 6 marzo 1740 – Palermo, 20 dicembre 1815), grandissimo poeta e drammaturgo  siciliano, annoverato tra le cosiddette “quattro coroncine”, con Carlo Porta (Milano, 15 giugno 1775 – Milano, 5 gennaio 1821), Carlo Goldoni (Venezia, 25 febbraio 1707 – Parigi, 6 febbraio 1793 ), Giuseppe Francesco Antonio Maria Gioachino Raimondo Belli (Roma, 7 settembre 1791 – Roma, 21 dicembre 1863).

“Giovanni Meli nacque da Antonio, di professione orefice, e da Vincenza Torriquas, durante la monarchia riformista di Carlo III di Borbone. In questo periodo, il buon governo del Viceré Caracciolo favorì, grazie ad una serie di riforme, la rinascita della vita culturale e civile, specie a Palermo.”

Tante le opere di Giovanni Meli, tra cui: la Fata Galanti, il Trionfo della ragione, le Riflessioni sopra il meccanismo della natura, L’origini di lu munnu, le Elegie, la Buccolica, Lu chiantu di Eraclitu, le Odi, Lu specchiu di lu disingannu, Don Chisciotti e Sanciu Panza, Sarudda, Li palermitani in festa, Lu codici marinu, Riflessioni sullo stato presente del Regno di Sicilia intorno all’agricoltura e alla pastorizia, le Favuli murali.

Giovanni Meli è stato tradotto in alcune lingue, tra cui in italiano da Ugo Foscolo, in tedesco, latino, finnico, francese, in inglese da diversi autori tra cui Gaetano Cipolla, in dialetto veneziano dal poeta Antonio Maria Lamberti.

“Imitò contenuti e stili dell’Arcadia… ma ebbe tendenze illuministiche o addirittura realistiche”.

Ad essersi occupato ultimamente di questo autore, è Marco Scalabrino in Giovanni Meli, La vita e le opere, in cui l’autore si cimenta ottimamente in un lavoro che si occupa in totu di vita, opere ed autori che, a partire da Agostino Gallo (Palermo, 7 febbraio 1790  – Palermo, 16 maggio 1872) si arriva fino ai nostri giorni.

Molto di ciò che ci è pervenuto del grande poeta siciliano, lo dobbiamo, appunto, ad Agostino Gallo senza l’interesse e la cura del quale molte cose sarebbero andate perdute. Ed è grazie, invece, a Edoardo Alfano, che acquistò tutto ciò che era appartenuto al Poeta e che il Gallo aveva così amorevolmente custodito, che oggi possiamo visionarlo e ammirarlo.

Di Giovanni Meli si sono occupati tantissimi studiosi, alcuni dei quali di grande levatura; tra questi vanno sicuramente ricordati Francesco De Sanctis, Francesco Guardione, Alessio Di Giovanni, Giuseppe Pipitone Federico, Giuseppe Lipparini, Salvatore Camilleri, Giuseppe Ganci Battaglia,Giovanni Alfredo Cesareo, Paolo Emiliani Giudici, Gioacchino Di Marzo, Francesco Lanza, Edoardo Alfano, Giuseppe Pitrè, Lucio Zinna, Giuseppe Checchia, Giuseppe Selvaggio, Michele Calmieri di Miccichè, Majorca Mortillaro, Giorgio Santangelo, Attilio Somigliano, Vincenzo Pitini Piratino, Gaetano Cipolla, Tommaso Aiello, Luigi Sorrento, Federico Münter, Ferdinando Ciotti, Elisa Corbello, Mario Genco, Salvatore Bancheri, Antonino Infranca e ora, appunto, con il suo libro Giovanni Meli, la vita e le opere, Marco Scalabrino.

Questi ha pubblicato molti libri, tra cui PALORI (Documenta 2000, Palermo 1997), poesie in dialetto siciliano; ha tradotto in Siciliano Nat Scammacca e pubblicato POEMS PUISII (Arti Grafiche Corrao, Trapani 1999); ha tradotto in Siciliano le sillogi Okusiksak e Leone Assiro di Enzo Bonventre pubblicate in POESIE SCELTE (Palma Editrice, Cecina LI 2000); ha tradotto in Siciliano testi scelti di Duncan Glen pubblicati in THREE TRANSLATORS OF POEMS by Duncan Glen (Akros Publications, Scotland 2001); ha tradotto in Italiano Feast of the Dead di Anthony Fragola pubblicato col titolo FESTA DEI MORTI E ALTRE STORIE (Coppola editore, Trapani 2001); ha pubblicato TEMPU PALORI ASCHI E MARAVIGGHI (Federico editore, Palermo 2002) poesie in dialetto siciliano con traduzioni in francese, inglese, italiano, latino, spagnolo, tedesco; ha scritto il racconto breve in dialetto siciliano A SUA DISPOSIZIONI, tradotto in francese da Jean Chiorboli e pubblicato in Francia (Albiana – CCU 2002); ha tradotto in italiano Eu vivo sò Ternuras di Nelson Hoffmann pubblicato col titolo IO VIVO DI TENEREZZE (Arti Grafiche Corrao, Trapani 2002); ha tradotto in Italiano Bagunçando Brasìlia di Airo Zamoner pubblicato col titolo SCOMPIGLIARE BRASILIA (Editora Protexto, Brasile 2004); ha pubblicato CANZUNA DI VITA DI MORTI D’AMURI (Samperi editore, Castel di Judica CT 2006) in dialetto siciliano, con traduzioni in inglese, italiano, portoghese; ha tradotto in italiano Parto di Inés Hoffmann pubblicato col titolo PARTO (Samperi editore, Castel di Judica CT 2006).

Marco Scalabrino non è nuovo a questo genere di lavoro e di pubblicazioni: si è occupato di Titta Abbadessa in Echi in trasparenza (2007), di Vito Mercadante in Vito Mercadante, dimensione storica e valore poetico (2009), di Maria Favuzza in Maria Favuzza, poetessa salemitana del ‘900 (2011), di Giovanni Formisano in Giovanni Formisano, poeta e commediografo (2012).

Angelo Pendola

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