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	<title>Recensioni Libri</title>
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	<description>Il sito che raccoglie recensioni e trame di romanzi, gialli, narrativa, libri di scrittori affermati e autori esordienti.</description>
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		<title>Forse in paradiso incontro John Belushi di Filippo Venturi</title>
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		<pubDate>Wed, 17 Apr 2013 09:00:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>guest</dc:creator>
				<category><![CDATA[Thriller]]></category>
		<category><![CDATA[Filippo Venturi]]></category>

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		<description><![CDATA[Andrea è un impiegato di banca scappato da Bologna per dimenticare un passato troppo scomodo e difficile da affrontare. Dieci anni dopo la sua fuga Andrea, sposato con maddalena e con un figlio di cinque anni, dovrà tornare nella sua città natale chiamato a cercare di rimettere apposto un passato ancora troppo scomodo da affrontare ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Andrea</strong> è un impiegato di banca scappato da Bologna per dimenticare un passato troppo scomodo e difficile da affrontare. Dieci anni dopo la sua fuga Andrea, sposato con maddalena e con un figlio di cinque anni, dovrà tornare nella sua città natale chiamato a cercare di rimettere apposto un passato ancora troppo scomodo da affrontare e che credeva sepolto nel dimenticatoio.</p>
<p>Filippo venturi, scrittore Bolognese che non ama definirsi scrittore ma ‘lettore prestato alla scrittura’, arriva al suo secondo lavoro sempre di ambientazione felsinea che però rispetto alla precedente raccolta: “intanto Dustin Hoffman non fa più un film” riesce nell’intento di non fare leva sulla semplice nostalgia di una ‘città di provincia’ ma riuscendo invece a dare fondo a situazioni thriller venate di un chiaro umorismo, nemmeno troppo velato, che permettono di scorrere con rapidità le poco più di 100 pagine che costituiscono questa sua seconda prova, finalmente organizzata sotto forma di romanzo. Una narrazione descrittiva ma dotata di una prosa semplice e veloce completano quello che si può tranquillamente definire un chiaro inno alla città di Bologna vista in ogni sua angolazione anche fantasiosa: Ma esisterà una malavita così ben radicata e spietata ?!</p>
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		<title>La Promessa di Andrea e Giovanni Aloi</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Apr 2013 09:16:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>guest</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sportivo]]></category>
		<category><![CDATA[Andrea Aloi]]></category>
		<category><![CDATA[Giovanni Aloi]]></category>

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		<description><![CDATA[Questa è la storia di Paolo Pizzirani cresciuto a Bologna, poco fuori porta San Felice, assieme agli amici di sempre ma che rispetto a questi ultimi ha un dono, si perché Paolo con la palla al piede è immarcabile, capace di disegnare parabole degne del miglior Bulgarelli, di un Meroni troppo prematuramente scomparso oppure di ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Questa è la storia di <strong>Paolo Pizzirani</strong> cresciuto a Bologna, poco fuori porta San Felice, assieme agli amici di sempre ma che rispetto a questi ultimi ha un dono, si perché Paolo con la palla al piede è immarcabile, capace di disegnare parabole degne del miglior Bulgarelli, di un Meroni troppo prematuramente scomparso oppure di un Del Piero dei giorni nostri. Cresciuto fra i campi di periferia alla fine dei cupi ’70 Paolo viene acquistato dal Cesena del ‘presidentissimo’ Manuzzi, pagato una valanga di milioni ma altrettanto velocemente dimenticato. Si perché Paolo ha un nemico non certo invisibile ma reale. Uno di quelli che ti aggredisce con un tackle frontale che sai che sta per arrivare ma che credi di poter dribblare con la tua consueta rapidità di ragazzo cresciuto nei duri campi sabbiosi ai margini della metropoli. Recensione Valigi, Bertoneri e come loro molti altri, sono accomunati da un destino che li ha voluti nella massima categoria della pedata nazionale, chi più chi meno a disegnare parabole anche di vita che si sono spente sportivamente troppo velocemente, troppo fragili le loro spalle per sopportare certi impegni e forse nemmeno troppo il talento che li aveva baciati. Il più grande di tutti, e la vera promessa inespressa, ha però le probabili sembianze di Paolo un ragazzo della periferia di Bologna, un ragazzo che la massima serie non l’ha mai neppure calcata ma che con i suoi lunghi capelli biondi che dipingevano un volto angelico e mefistofelico al tempo stesso avrebbe potuto essere il migliore di tutti, uno che per usare un parallelo cestistico aveva il medesimo talento di Earl Manigalut o di Len Bias, espressioni di una classe cristallina difficile da arginare ma che come loro ha preferito farsi risucchiare in un vortice troppo potente e spietato per pensare di poterlo dribblare con una delle sue solite finte.</p>
<p>Alessandro, amico fraterno di Paolo, è a narrarci attraverso le proprie parole, presenti sia sulle pagine scritte che nei 50 minuti del documentario allegato, la vita nel quartiere Saffi, una lingua di condomini che sul finire dei ’70 disegnavano il primo hinterland della città poco fuori il centro storico, un quartiere pieno di gente che iniziava ad assaporare il benessere del dopo guerra, un quartiere che all’epoca dell’adolescenza di Alessandro, di Paolo e come loro di molti altri ragazzi ha rappresentato il far-west delle interminabili partitelle sui campi sabbiosi dell’oratorio dove le porte erano senza traversa e quattro giacche facevano da pali. Mentre per tutti la pedata nazionale era però espressione di un’amicizia che si snodava lungo il quartiere sino agli estremi della città, sino alla Barca dove si tiravano, se ti andava bene, i primi calci ufficiali, per Paolo è stato invece l’inizio di quello che poteva essere e non è stato. Una carriera lontano da casa iniziata con la maglia del Cesena e terminata solo qualche anno dopo nella prima curva ripida degli ’80 un decennio segnato dal male della droga che ha spento le speranze di tanti ragazzi giovani e meno talentuosi di lui, spentosi sul letto della casa dei propri genitori, con gli anni migliori d’atleta alle spalle e un presente segnato nel corpo e nella mente.</p>
<p><strong>Andrea Aloi</strong>, penna perspicace e con un passato di direttore del Guerin Sportivo, non nuovo a incursioni nel mondo dello sport grazie ad alcuni libri dedicati a ‘coloro che potevano ma non ce l’hanno fatta’, si presta alla narrazione, assieme al figlio Giovanni, a metà fra il libro e il documentario, scomponendo in due parti la storia di Paolo e offrendocela attraverso le immagini di uno splendido DVD che passano in rassegna coloro che lo hanno conosciuto, a partire da Alessandro che dopo quasi trent’anni ancora sente vicino l’amico troppo prematuramente scomparso per proseguire con le testimonianze scritte e parlate degli allenatori, dei luoghi e delle occasioni che l’hanno visto protagonista; di esperti del mondo della droga e anche di musica, il critico Riccardo Bertoncelli, che tanto influenzò la vita del ragazzo, sino alla realizzazione di un opera che cerca di ridare dignità alla figura di una promessa mai completamente mantenuta ma troppo sbrigativamente liquidata con poche righe di giornale.</p>
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		<title>Ti ho visto morire di Floriana Laurenza</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Apr 2013 09:00:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>guest</dc:creator>
				<category><![CDATA[Gialli]]></category>
		<category><![CDATA[Floriana Laurenza]]></category>

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		<description><![CDATA[Nel giallo &#8220;Ti ho visto morire&#8221; dell&#8217;autrice Floriana Laurenza il protagonista si ritrova di fronte a un&#8217;assurda e incomprensibile realtà. Misterioso ed enigmatico il racconto si svolge su un percorso carico di ambiguità, suspense e colpi di scena. La storia, che già dalle prime battute ci coinvolge nei personaggi di Marc ed Elen, diventa da ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nel giallo &#8220;<strong>Ti ho visto morire</strong>&#8221; dell&#8217;autrice <strong>Floriana Laurenza</strong> il protagonista si ritrova di fronte a un&#8217;assurda e incomprensibile realtà. Misterioso ed enigmatico il racconto si svolge su un percorso carico di ambiguità, suspense e colpi di scena. La storia, che già dalle prime battute ci coinvolge nei personaggi di Marc ed Elen, diventa da subito un labirinto e incalza sempre più fino ad assumere le caratteristiche di un rivolo d&#8217;acqua che ingrossa e ci travolge dalle emozioni.</p>
<p>Dalla quarta di copertina: Marc Burn assiste in diretta webcam all&#8217;omicidio della sua bellissima amante, Elen Curtis. Nel cuore della notte telefona alla polizia e denuncia l&#8217;accaduto, ma la risposta che gli viene data dopo qualche tempo è: &#8220;Abbiamo controllato. Non c&#8217;è stato nessun omicidio.&#8221; E&#8217; possibile che abbia immaginato tutto? Una brutta allucinazione, pensa Marc e nonostante sia stanco non riesce ad addormentarsi. Davanti ai suoi occhi vede Elen e la vede morta.</p>
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		<title>Il buon politico di Luca Manfredi</title>
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		<pubDate>Wed, 27 Mar 2013 23:01:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>guest</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica e Società]]></category>
		<category><![CDATA[Luca Manfredi]]></category>

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		<description><![CDATA[E’ da poco uscito nelle librerie un piccolo libro dal titolo “Il buon politico” (Tabula Fati, 2013). L’ho letto e devo dire che l’ho trovato molto interessante non solo perchè è utile ai politici o agli aspiranti tali, ma anche e soprattutto perchè è utile a noi elettori.
Si tratta di un libro “sempre verde”, di ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E’ da poco uscito nelle librerie un piccolo libro dal titolo “<strong>Il buon politico</strong>” (Tabula Fati, 2013). L’ho letto e devo dire che l’ho trovato molto interessante non solo perchè è utile ai politici o agli aspiranti tali, ma anche e soprattutto perchè è utile a noi elettori.</p>
<p>Si tratta di un libro “sempre verde”, di quelli cioè attuali anche tra 100 anni o più, perché l’arte di governare è sempre la stessa, in ogni tempo e luogo. Questo libretto &#8211; scritto in modo semplice &#8211; descrive come deve comportarsi un politico affinché sia apprezzato e stimato dai cittadini (divenendo così un buon politico) e al contempo spiega ai cittadini-elettori come devono scegliere i propri rappresentanti, per non doversene pentire amaramente in seguito.</p>
<p>Per la prima volta vengono raccolti in un unico libro tutti quei principi e quei precetti che danno vita al buon governo e alla democrazia, fornendo così un utile e pratico “vademecum” per il politico e per gli elettori.</p>
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		<title>Il cavaliere elettrico. Viaggio romantico nella musica di Massimo Bubola &#8211; Matteo Strukul</title>
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		<pubDate>Wed, 20 Mar 2013 10:44:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>guest</dc:creator>
				<category><![CDATA[Musicale]]></category>
		<category><![CDATA[Matteo Strukul]]></category>

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		<description><![CDATA[Trama
Una lunga intervista con uno dei rocker più bravi e sottovalutati d&#8217;Italia. Autore di canzoni famose e produttore di gruppi di successo. Nel corso del volume l&#8217;autore narra di Bubola cedendogli il &#8216;microfono letterario&#8217; e facendolo parlare a ruota libera della propria carriera
Recensione
&#8220;Massimo chi ?&#8221; se non sapete dare risposta a questa domanda anche voi ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3>Trama</h3>
<p>Una lunga intervista con uno dei rocker più bravi e sottovalutati d&#8217;Italia. Autore di canzoni famose e produttore di gruppi di successo. Nel corso del volume l&#8217;autore narra di Bubola cedendogli il &#8216;microfono letterario&#8217; e facendolo parlare a ruota libera della propria carriera</p>
<h3>Recensione</h3>
<p>&#8220;<strong>Massimo</strong> chi ?&#8221; se non sapete dare risposta a questa domanda anche voi fate parte della moltitudine di coloro che non lo conoscono, perchè <strong>Massimo Bubola</strong> apparentemente è proprio questo, ovvero un nome qualunque, uno di quelli magari letti distrattamente su un elenco del telefono, un nome come ce ne sono a migliaia senza se e senza ma. In realtà <strong>Massimo Bubola</strong> è invece molto di più e lo sa molto bene <strong>Matteo Strukul</strong>, giovane scrittore Padovano vicino al rock e al mondo del fumetto; perchè Bubola è un vero &#8216;eroe del sommerso&#8217;, uno di quelli che farebbero trepidare il cuore di gente del calibro di Springteen, Dylan e Waits, che sulle gesta di eroi dimenticati hanno costruito tre solide carriere; uno che ha saputo coniugare sin dai settanta e con grande efficacia, poesia, letteratura colta, assieme all&#8217;attualità e alla musica rock di livello, tracciando la strada per centinania di altri cantautori, scrivendo pezzi come &#8216;Quello che non ho&#8217; , &#8216;Fiume Sand Creek&#8217; o &#8216;Il cielo d&#8217;Irlanda&#8217;, portati al successo da altri ma che regolarmente vengono riproposti nel corso dei suoi concerti per pochi intimi.</p>
<p>Una lunga chiacchierata a 360° che parte dall&#8217;inizio della carriera di Bubola attraverso i suoi oltre venti dischi e alle sue numerose collaborazioni, le più celebrate quelle con i Gang e Fabrizio De Andrè, e che inevitabilmente vira in direzione delle considerazioni personali in merito alla carriera di un grande autore che non ha mai avuto il seguito e il successo che si merita.</p>
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		<title>LA EFFE DI JOHN. Talento Fortitudo in sospensione sulla città &#8211; a cura di Sandro Serenari</title>
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		<pubDate>Fri, 15 Mar 2013 10:40:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>guest</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sportivo]]></category>
		<category><![CDATA[Sandro Serenari]]></category>

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		<description><![CDATA[John Douglas idolo della &#8216;fossa dei leoni&#8217; è stato un giocatore di colore tanto potente sia fisicamente che offensivamente. Un giocatore che sulla metà degli anni ottanta fu capace nel ruolo di guardia tiratrice di incredibili exploit offensivi sia in serie A che in A2 e che per quattro stagioni quattro ha trascinato e deliziato ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>John Douglas idolo della &#8216;fossa dei leoni&#8217; è stato un giocatore di colore tanto potente sia fisicamente che offensivamente. Un giocatore che sulla metà degli anni ottanta fu capace nel ruolo di guardia tiratrice di incredibili exploit offensivi sia in serie A che in A2 e che per quattro stagioni quattro ha trascinato e deliziato la parte meno nobile della Bologna cestistica in quello che ormai è localmente ricordato come il &#8216;periodo dell&#8217;ascensore&#8217;.</p>
<p>Il libro curato dal professor <strong>Sandro Serenari</strong>, noto docente dell&#8217;università di Bologna oltre che non più giovanissimo fan della <strong>Fotitudo Pallacanestro</strong>, è impreziosito dai disegni del noto fumettista Giuseppe Palumbo e riesce a raccontare, per mezzo di molte testimonianze, i quattro anni Fortitudo coronati con due promozioni ed altrettante retrocessioni che hanno saputo segnare un&#8217;epoca molto naif e frivola della Bologna non solo sportiva. Un&#8217;epoca nel corso della quale i risultati sul campo contavano meno del gusto dello stare assieme e che proprio per questo sembrano lontani quasi come la cometa di Halley.</p>
<p>Il testo che ci fa rituffare in un passato abbastanza recente è costituito da numerose testimonianze di chi ha vissuto sia sul campo ma anche solo sugli spalti quei quattro anni, ad iniziare proprio dalla testimonianza del giocatore simbolo di quella squadra: John Douglas, proseguendo con il suo manipolo di splendidi compagni; da Earl Williams, il primo straniero che lo accompagnò nella sua avventura tricolore, sino all&#8217;approdo del fratello Leon proprio in casacca Fortitudo. Cui si aggiungono anche altri talenti che nella &#8216;città dei canestri&#8217; han saputo dire e fare molto; Jack &#8216;striscio&#8217; Zatti, &#8216;Black&#8217; Nino Pellacani, Maurizio Gualco, che ballò però solo per una breve annata , o giù di li; passando per dirigenti, &#8216;adultolescenti&#8217; di allora che sono poi divenuti quelli un pò più ingrigiti di oggi, fino a terminare con le testimonianze anche degli stessi giornalisti, tutto questo per descrivere un mondo che da Douglas parte per narrare l&#8217;imperituro amore che ha Bologna nei confronti della palla a spicchi un mondo che usa la pallacanestro come un vero pretesto per ricordare un periodo felice ormai relegato nelle piacevoli pieghe della memoria di chi narra.</p>
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		<title>Bologna nel Cuore di Federica e Maurizio Cevenini</title>
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		<pubDate>Mon, 11 Mar 2013 10:34:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>guest</dc:creator>
				<category><![CDATA[Narrativa Italiana]]></category>
		<category><![CDATA[Federica Cevenini]]></category>
		<category><![CDATA[Maurizio Cevenini]]></category>

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		<description><![CDATA[Maurizio Cevenini, uomo politico Bolognese del PD, si racconta nel corso di una lunga chiacchierata con sua figlia Federica; attraverso i ricordi dell&#8217;infanzia, passata nei pressi di Porta San Mamolo nella bottega del padre barbiere, fino ad arrivare ai giorni nostri quando arrivò ad un passo dal coronare il suo sogno di diventare sindaco di ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Maurizio Cevenini</strong>, uomo politico Bolognese del PD, si racconta nel corso di una lunga chiacchierata con sua figlia <strong>Federica</strong>; attraverso i ricordi dell&#8217;infanzia, passata nei pressi di Porta San Mamolo nella bottega del padre barbiere, fino ad arrivare ai giorni nostri quando arrivò ad un passo dal coronare il suo sogno di diventare sindaco di <strong>Bologna</strong> una lunga e struggente chiacchierata che parte dal ritiro del &#8216;<strong>CEV</strong>&#8216;, come viene chiamato amichevolmente Maurizio Cevenini, dalle elezioni alla carica di sindaco di <strong>Bologna</strong>, e che da li attraversa a ritroso oltre tre decadi della città.</p>
<p>I sogni di una generazione nata sulla metà dei &#8217;50, e per questo impossibilitata da dimenticarsi un conflitto ancora troppo recente, paragonati con i sogni della generazione seguente, quelli della figlia Federica, nata ad inizio anni &#8217;80 con tutti i vantaggi dell&#8217;arrivo del benessere economico ma anche &#8216;vittima&#8217; di un padre assente, perennemente a caccia di quei consensi e di un sogno che lo vorrebbe vedere a capo della &#8216;sua città&#8217;.<br />
Due generazioni a confronto con distinguo e punti di inevitabile contatto oltre che una splendida chiacchierata padre &#8211; figlia da leggere anche se non siete di Bologna, una chiacchierata che può decisamente tornare utile per capire meglio il capoluogo emiliano</p>
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		<title>L&#8217;Ottavo Giorno di Guido e Alice Allione</title>
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		<pubDate>Fri, 08 Mar 2013 10:00:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>guest</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fantasy]]></category>
		<category><![CDATA[Alice Allione]]></category>
		<category><![CDATA[Guido Allione]]></category>

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		<description><![CDATA[Ho letto questo Ebook che si può trovare su internet.
Mi ha incuriosito la trama relativa ad un signore che, molto occupato, eprime il desiderio di avere più tempo in un pozzo dei desideri e, per magia, si ritrova ad avere un giorno in più tutto per lui tra la domenica ed il lunedì.
Poi iniziano i ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ho letto questo Ebook che si può trovare su internet.</p>
<p>Mi ha incuriosito la trama relativa ad un signore che, molto occupato, eprime il desiderio di avere più tempo in un pozzo dei desideri e, per magia, si ritrova ad avere un giorno in più tutto per lui tra la domenica ed il lunedì.</p>
<p>Poi iniziano i guai, conosce una ragazza del passato che anche lei è imprigionata in questa sorta di &#8220;giorno aggiuntivo&#8221; ed entrambi non sanno come uscirne.</p>
<p>Nella seconda parte entra in gioco il &#8220;costruttore&#8221; del pozzo che è di fatto un &#8220;demone bianco&#8221; ovvero un demone bravo che si nutre dei desideri.</p>
<p>Le trame si intrecciano molto bene ed il finale è tutt&#8217;altro che scontato.</p>
<p>Non male come libro, poco meno di 200 pagine (se fosse stampato) e molto leggero e scorrevole.</p>
<p>L&#8217;autore ha fatto anche un sito: http://www.ottavogiorno.it da lì si trova il link per l&#8217;acquisto ( 1 Euro e qualcosa).</p>
<h3>L&#8217;autore</h3>
<p>Guido Allione, nasce il 4 dicembre 1972. Sposato con due figli, vive attualmente a Busca (CN) e lavora come Informatico in un’azienda delle Langhe. Le sue passioni sono la natura e la musica e recentemente ha cominciato a scrivere racconti nati dalle idee della figlia Alice.<br />
L’Ottavo giorno è il loro primo romanzo.</p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Donne senza veline. L’informazione e le sfide del movimento femminista attraverso le pagine di Quotidiano donna di Elisa Salvati</title>
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		<pubDate>Thu, 07 Mar 2013 19:19:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lo Staff</dc:creator>
				<category><![CDATA[Scienze Sociali]]></category>
		<category><![CDATA[Elisa Salvati]]></category>

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		<description><![CDATA[Vogliamo l’impossibile e ci proviamo, questo è lo slogan con cui è iniziata l’avventura del primo settimanale femminista italiano: ‘Quotidiano donna’.
La giovane studiosa Elisa Salvati in Donne senza veline. L’informazione e le sfide del movimento femminista attraverso le pagine di Quotidiano donna (Teseo editore) ne ricostruisce la storia con accuratezza e passione.
QD, uscito per la ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Vogliamo l’impossibile e ci proviamo, questo è lo slogan con cui è iniziata l’avventura del primo settimanale femminista italiano: ‘<strong>Quotidiano donna</strong>’.</p>
<p>La giovane studiosa <strong>Elisa Salvati</strong> in <em><strong>Donne senza veline</strong>. L’informazione e le sfide del movimento femminista attraverso le pagine di Quotidiano donna </em>(Teseo editore) ne ricostruisce la storia con accuratezza e passione.</p>
<p>QD, uscito per la prima volta il 6 maggio 1978 e diffuso in tutta Italia, all’inizio è un supplemento al ‘Quotidiano del Lavoratori’. Pochi mesi dopo, però, la redazione si costituisce in cooperativa e assume la totale responsabilità economica e politica della testata.</p>
<p>Sotto la direzione di Emanuela Moroli, si definisce da subito ‘un giornale delle donne e per le donne’. Nessuna differenza tra chi lo fa e chi lo legge: la lettrice è chiamata a parlare di sé in prima persona. Si rifiuta qualsiasi delega e l’anima della redazione è un grande senso di responsabilità collettivo e partecipazione attraverso la corrispondenza.</p>
<p>La sede del giornale è in una delle stanze occupate della Casa della donna in via del Governo vecchio a Roma. Questa vicinanza agli altri gruppi e collettivi femministi permette al giornale di assorbire i dibattiti interni e quindi di lasciarsi contaminare dalle tematiche più controverse all’interno del movimento stesso.</p>
<p>L’autrice, infatti, grazie alle migliaia di pagine consultate, manifesti e ciclostilati riesce non solo ad illustrare il progetto editoriale di QD rispetto ad altri, ma anche ad offrire un’ampia panoramica sulle istanze e le battaglie politiche e sociali di quegli anni.</p>
<p>Il corpo, e quindi la sessualità, la violenza e le disparità di trattamento tra lavoratrici e lavoratori sono i tre filoni di analisi scelti dall’autrice per ricostruire minuziosamente il sommerso femminile narrato dalle redattrici.</p>
<p>Per quanto sia ben visibile la compenente utopista, anche a causa della scelta separatista della redazione, QD è riuscito negli anni a dare voce e forma alle speranze di centinaia di donne.</p>
<p>Le battaglie portate avanti e, in alcuni casi, gli importanti successi raggiunti sono ancora oggi molto sentiti, dati gli enormi ostacoli alla loro piena affermazione.</p>
<p>Il volume, quindi, ci consente di riflettere sull’attualità di alcune tematiche mai del tutto superate e acquisite: dalla violenza fino all’esclusione delle donne ‘dalle stanze dei bottoni’.</p>
<p>La ricerca è arricchita da una premessa della professoressa Beatrice Pisa, da una lunga intervista ad Emanuela Moroli e da alcune immagini.</p>
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		<title>11:11 La vita, i sogni e l&#8217;energia dell&#8217;universo di Carmelo Bucca</title>
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		<pubDate>Wed, 27 Feb 2013 23:24:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lo Staff</dc:creator>
				<category><![CDATA[Narrativa Italiana]]></category>
		<category><![CDATA[Carmelo Bucca]]></category>

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		<description><![CDATA[In questo libro ho deciso di raccontare la mia favola, incredibile per come è nata, per come l’ho vissuta e per come la sto vivendo.
Verso la fine dell’anno 2009, mentre vivevo e lavoravo a Londra, decisi di scrivere un libro. Volevo raccontare alcuni periodi della mia vita passata in Irlanda e Inghilterra, degli incontri che ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In questo libro ho deciso di raccontare la mia favola, incredibile per come è nata, per come l’ho vissuta e per come la sto vivendo.</p>
<p>Verso la fine dell’anno 2009, mentre vivevo e lavoravo a Londra, decisi di scrivere un libro. Volevo raccontare alcuni periodi della mia vita passata in Irlanda e Inghilterra, degli incontri che avevano riempito la mia vita (in quegli anni di spensieratezza avevo conosciuto “i fratelli e le sorelle del mondo” e sognato insieme a loro un futuro migliore). Eravamo tutti animati dagli stessi desideri, giocavamo e sognavamo come dei bambini. Bianchi, neri, cattolici o musulmani, in quei momenti insieme, ci sentivamo legati l’uno all’altro, non c’era né religione, né politica che ci divideva; sognavamo un mondo diverso e migliore. Però c’era un problema: i miei <strong>sogni</strong> e quelli dei miei amici, sarebbero stati condizionati e oscurati dall’egoismo, dall’ipocrisia, dai problemi e dalle bugie del mondo, tutte cose che non ci appartenevano.</p>
<p>Volevo anche scrivere della mia infanzia, della natura, dei <em>sogni di bambino</em> che, una volta cresciuto, per colpa della società in cui viviamo e quindi del potere, sarebbero spariti nel nulla. È come se essere stati bimbi, per “alcuni”, non sia mai successo o sia stato solo un sogno. Nel mio libro volevo anche riportare le mie domande senza risposta sull’esistenza di Dio e sul perché della nostra presenza su questo pianeta: in verità cosa facciamo qui? Perché siamo su questo bellissimo pianeta? A quale scopo?</p>
<p>E poi: perché in quest’Era “moderna”, si fanno ancora distinzioni di razza e religione e si fa la guerra uccidendo persone e bambini innocenti? E ancora, la fame nel mondo; è possibile che non sia stata ancora sconfitta? Di chi è la colpa di tutto questo?</p>
<p>Perché i potenti della terra non vogliono risolvere questi problemi?</p>
<p>Che cosa se ne fanno del potere se non hanno un cuore?</p>
<p>Che cosa se ne fanno del potere senza vero amore …</p>
<p>In quei momenti ero arrabbiato con loro, (lo sono ancora adesso) ma nello stesso tempo, volevo e voglio mandare un messaggio d’amore e di fratellanza; dire a tutti che <strong>la vita</strong> è qualcosa di straordinario e che bisogna viverla con il cuore.</p>
<p>Era il maggio dell’anno 2010, avevo già scritto alcune pagine, tra cui anche quelle che avrebbero fatto da introduzione al mio libro, quando iniziarono a verificarsi alcune coincidenze numeriche inspiegabili, tutte riferite all’orario <strong>11:11</strong> al numero 11 e all’1. Ero sempre molto impegnato, immerso nel libro: cuore e mente. Anche se quelle coincidenze erano sorprendenti, non ci pensavo più di tanto. Ma ogni giorno c’era qualcosa che mi spingeva a riflettere su quanto mi stava succedendo, più di una banale coincidenza. Questi eventi si verificarono per circa un mese, forse anche più, senza alcuna spiegazione apparente.</p>
<p>Potevano essere solo coincidenze?</p>
<p>Sentivo intorno a me che stava accadendo qualcosa, ma non riuscivo a capire cosa e a darmi una spiegazione logica. Mi accorsi piano piano che tutto quello che facevo nella mia vita era connesso al numero 1. Proprio tutto. Quanto stava avvenendo mi faceva provare emozioni e sensazioni molto forti mai provate prima, finché, una sera di agosto mentre mi trovavo nel mio appartamento di Londra a chiacchierare con due amici, si verificò un evento soprannaturale straordinario durante il quale vidi, mi sentii parte di un’altra dimensione e provai un Amore incondizionato. Constatai più avanti che ciò che avevo scritto era connesso con quanto mi era successo. Il mondo che avrei voluto, i miei sogni, l’Amore …<em> </em></p>
<p>Lo Spirito Divino aveva bussato alla mia porta … <strong>l’energia dell’universo</strong> era venuta a trovarmi e il mio Cuore si era aperto all’infinito. Dal quel giorno la mia vita cambiò radicalmente e capii che, quelle che pensavo fossero solo coincidenze, erano invece dei fatti veri e propri. Le scoperte furono incredibili: dal ciclo del calendario Maya che sarebbe terminato alle 11:11 del 21 dicembre del 2012 dopo circa 5000 anni (e che constatai non essere casuale ma una vera e propria sincronicità), alla connessione con i cerchi nel grano, (tra cui il cerchio dell’11-11 con numerologia Maya comparso a sud dell’Inghilterra non lontano da casa mia, negli stessi giorni in cui avevo vissuto la mia esperienza con il soprannaturale), alle sfere di luce o globi luminosi che sorvolano i nostri cieli. Gli eventi e gli incontri che si susseguirono superarono di gran lunga la comprensione umana, portandomi a conoscenza di molte “Verità”.</p>
<p>Oggi, il potere che governa le religioni condiziona le coscienze di milioni di persone in tutto il mondo: hanno queste religioni qualcosa in comune con l’Amore puro di Dio? Sicuramente sono in molti a porsi questa domanda &#8230;</p>
<p>Cosa c’è di vero in tutto quello che le religioni ci raccontano?</p>
<p>Grazie alla mia favolosa esperienza d’amore con Dio che ha completamente cambiato la mia vita oggi posso dire di conoscere  il suo Spirito,  il suo volto, come si manifesta e in cosa consiste il suo progetto.</p>
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