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	<title>Recensioni Libri</title>
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	<description>Il sito che raccoglie recensioni e trame di romanzi, gialli, narrativa, libri di scrittori affermati e autori esordienti.</description>
	<lastBuildDate>Mon, 07 May 2012 16:29:31 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Il Venditore di Attimi di Accursio Soldano</title>
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		<pubDate>Mon, 07 May 2012 16:27:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lo Staff</dc:creator>
				<category><![CDATA[Romanzi]]></category>
		<category><![CDATA[Accursio Soldano]]></category>

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		<description><![CDATA[Il Venditore di Attimi, il nuovo libro di Accursio Soldano, nato a Sciacca nel 1957 giornalista che collabora con diversi quotidiani tra i quali “La Repubblica” di Palermo, edito da Graphofeel e recensito da Mariano Deidda.
Di quanti venditori di attimi avrebbe bisogno la società attuale? Credo tanti, infinitamente tanti! Capita raramente soprattutto oggi, di imbatterci ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a class="lightbox" title="Copertina Il Venditore di Attimi di Accursio Soldano" href="http://www.recensionilibri.info/wp-content/uploads/2012/05/venditore-di-attimi.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-37922" title="Copertina Il Venditore di Attimi di Accursio Soldano" src="http://www.recensionilibri.info/wp-content/uploads/2012/05/venditore-di-attimi-150x210.jpg" alt="" width="150" height="210" /></a>Il Venditore di Attimi</strong>, il nuovo libro di Accursio Soldano, nato a Sciacca nel 1957 giornalista che collabora con diversi quotidiani tra i quali “La Repubblica” di Palermo, edito da Graphofeel e recensito da Mariano Deidda.</p>
<p>Di quanti venditori di attimi avrebbe bisogno la società attuale? Credo tanti, infinitamente tanti! Capita raramente soprattutto oggi, di imbatterci in un libro che riesca a sostenerci dal punto di vista morale.</p>
<p>Pochi, sempre troppo pochi! “<strong>Il Venditore di Attimi</strong> “ di Accursio Soldano è uno dei pochi, una piccola ma intensissima luce che lascia intravedere quale sarà il nostro bisogno prossimo. Uno sconosciuto, un qualcuno che saprà farci capire la differenza tra il precipizio e il valore autentico del dono della vita, quel qualcuno che abbiamo sempre cercato e mai trovato.</p>
<p>Oggi, in una società dove tutto si manifesta attraverso potere spreco e arroganza, <strong>Il Venditore Di Attimi</strong> arriva come un fulmine a ciel sereno, come quando si cerca aria pulita, linfa nuova, liberandoci da inutili e catastrofici ideali che non sono mai riusciti a farci vivere davvero. Un libro nuovo, intelligente, colto e ottimista. Un autore da scoprire, difendere e diffondere.</p>
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		<title>&#8220;A un passo da te&#8221; di M. Affuso e J. Mastroianni</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Apr 2012 21:08:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>guest</dc:creator>
				<category><![CDATA[Romanzi]]></category>
		<category><![CDATA[Jessica Mastroianni]]></category>
		<category><![CDATA[Marcello Affuso]]></category>

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		<description><![CDATA[“Questo è il mio modo di far sapere al mondo che ci sono, che anch’io ho una voce. Non urlo, ma vorrei che il mio sospiro si sentisse.”
È con questa frase che si apre “A un passo da te – Sincronizza il battito!” l’esordio nel mondo della letteratura per due giovani scrittori: Jessica Mastroianni e ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a class="lightbox" title="Copertina A un passo da te di Marcello Affuso e Jessica Mastroianni" href="http://www.recensionilibri.info/wp-content/uploads/2012/04/copertina-A-un-passo-da-te-Marcello-Affuso-e-Jessica-Mastroianni.jpg"><img class="size-medium wp-image-37915 alignleft" title="Copertina A un passo da te di Marcello Affuso e Jessica Mastroianni" src="http://www.recensionilibri.info/wp-content/uploads/2012/04/copertina-A-un-passo-da-te-Marcello-Affuso-e-Jessica-Mastroianni-139x230.jpg" alt="" width="139" height="230" /></a>“Questo è il mio modo di far sapere al mondo che ci sono, che anch’io ho una voce. Non urlo, ma vorrei che il mio sospiro si sentisse.”</p>
<p>È con questa frase che si apre “A un passo da te – Sincronizza il battito!” l’esordio nel mondo della letteratura per due giovani scrittori: Jessica Mastroianni e Marcello Affuso. Figlio di questi nostri tempi caotici, il loro duetto è originale fin dal principio. Jessica e Marcello, i cui anni sommati non arrivano neanche a 50, infatti, hanno concepito, imbastito e rifinito questo romanzo totalmente tramite internet, sempre più fonte di sorprese e ispirazioni, oltre che di pericolosi tranelli in cui è facile cadere.</p>
<p>Fino a 15 anni fa, una lavoro del genere sarebbe stato impossibile. È, quindi, una sorta di esperimento di cui non ci sono molte altre attestazioni, per lo meno note al grande pubblico, in Italia. Il frutto, che sboccia da uno strano innesto, è veramente di buona fattura. Cristian e Valentina, i personaggi principali di questa vicenda, rappresentano “due voci fuori dal coro”, che però sono inserite alla perfezione nella loro generazione in cui virtualità e realtà sono concetti veramente labili e sottili. Ne seguono, così, due storie differenti ma costantemente intrecciate tra di loro, nelle quali i temi classici dei romanzi per l’adolescenza vengono trattati con una profonda leggerezza, con la tendenza a richiamare solo per poi sfatare, tutti i cliché del genere. Un romanzo psicologico e non solo sentimentale, insomma, che scruta negli animi e sorprende, lasciando, altresì, spazio alla fantasia del lettore che si ritroverà per forza in uno dei due ragazzi le cui vite sono state unite da uno “strano e beffardo destino”.</p>
<p>A una prima lettura si rimane entusiasmati dai colpi di scena che, all’improvviso, hanno la capacità di stravolgere l’andamento della prosa, lasciando senza fiato il lettore che si aspetta e trova sempre di più. Alla seconda, invece, tutto il mosaico costruito da questi due poco più che ragazzini, appare evidente, e non si può che rimane appassionati dagli intrecci e dalle situazioni che la loro fantasia ha saputo plasmare con semplicità e arguzia. C’è da dire inoltre che le penne dei due autori, per quanto diverse, sembrano aver trovato una loro oasi felice tre le pieghe dei fogli che dimostrano un lavoro attento e scrupoloso dal punto di vista lessicale e un’ottima conoscenza dell’italiano, cosa da non poco al giorno d’oggi. A un passo da teè un romanzo di cui, in definitiva, consigliamo l’acquisto per chi volesse tuffarsi nell’orizzonte giovanile e non solo, perché certe emozioni non hanno davvero tempo.</p>
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		<title>I percorsi dell&#8217;isteria di Paola Ugolini</title>
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		<pubDate>Sun, 15 Apr 2012 20:52:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>guest</dc:creator>
				<category><![CDATA[Saggi]]></category>
		<category><![CDATA[Paola Ugolini]]></category>

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		<description><![CDATA[Questo saggio nasce come riflessione a un commento di Michel Foucault nell’opera La volontà di sapere, nella quale viene definito isterizzazione del corpo della donna il “triplice processo con il quale il corpo della donna è stato analizzato &#8211; qualificato e squalificato &#8211; come corpo integralmente saturo di sessualità; con il quale questo corpo è ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a class="lightbox" title="I-percorsi-dell-isteria" href="http://www.recensionilibri.info/wp-content/uploads/2012/02/I-percorsi-dell-isteria.jpg"><img class="size-medium wp-image-37907 alignleft" title="I-percorsi-dell-isteria" src="http://www.recensionilibri.info/wp-content/uploads/2012/02/I-percorsi-dell-isteria-150x221.jpg" alt="" width="150" height="221" /></a>Questo saggio nasce come riflessione a un commento di Michel Foucault nell’opera La volontà di sapere, nella quale viene definito isterizzazione del corpo della donna il “triplice processo con il quale il corpo della donna è stato analizzato &#8211; qualificato e squalificato &#8211; come corpo integralmente saturo di sessualità; con il quale questo corpo è stato integrato, per effetto di una patologia che gli sarebbe intrinseca, al campo delle pratiche mediche; con il quale infine è stato messo in comunicazione organica con il corpo sociale (di cui deve assicurare la fecondità regolata), lo spazio familiare (di cui deve essere un elemento essenziale e funzionale) e la vita dei figli (che produce e che deve garantire grazie ad una responsabilità biologico-morale che dura per tutto il periodo dell’educazione): la Madre, con la sua immagine in negativo che è la donna nervosa, costituisce la forma più visibile di questa isterizzazione”.</p>
<p>In questa ricerca si è quindi cercato di ricostruire la dinamica di tale processo.</p>
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		<title>Quattro racconti&#8230; quattro di Anna Cibotti</title>
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		<pubDate>Sat, 31 Mar 2012 07:00:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>guest</dc:creator>
				<category><![CDATA[Narrativa Italiana]]></category>
		<category><![CDATA[Anna Cibotti]]></category>

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		<description><![CDATA[Una raccolta di brevi racconti, quattro come indicato nel titolo, che lega i personaggi di ognuno di essi, apparentemente lontani, a un destino al quale non è possibile sottrarsi.
I protagonisti delle storie di Anna Cibotti sembrano in un primo momento, delle personalità semplici e ordinarie ma quello che poi stupisce di loro, è come questi ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a class="lightbox" title="Quattro racconti... quattro di Anna Cibotti" href="http://www.recensionilibri.info/wp-content/uploads/2012/03/anna+cibotti.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-37900" title="Quattro racconti... quattro di Anna Cibotti" src="http://www.recensionilibri.info/wp-content/uploads/2012/03/anna+cibotti-150x200.jpg" alt="" width="150" height="200" /></a>Una raccolta di brevi racconti, quattro come indicato nel titolo, che lega i personaggi di ognuno di essi, apparentemente lontani, a un destino al quale non è possibile sottrarsi.</p>
<p style="text-align: justify;">I protagonisti delle storie di <strong>Anna Cibotti</strong> sembrano in un primo momento, delle personalità semplici e ordinarie ma quello che poi stupisce di loro, è come questi riescano a trasformarsi, nell’evolversi della storia, in personalità complesse, articolate, che vengono descritte dall’autrice con minuzia di particolari. Le loro sensazioni, le loro emozioni vengono evocate perfettamente dall’autrice, che analizza i personaggi attraverso la descrizione delle loro vite e attraverso il modo in cui affrontano quello che si presenta dinanzi a loro.</p>
<p style="text-align: justify;">I quattro protagonisti sono accomunati da un destino che si prende gioco di loro, che non dà scampo e al quale non riescono ad opporsi.</p>
<p style="text-align: justify;">Il libro si apre con <strong>L’Artista</strong>, il primo racconto il cui protagonista è un pittore che purtroppo, scopre la sua vocazione troppo tardi e che quando vede una speranza di rinascita, si trova a dover soccombere al fato che invece, ha già deciso per lui.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel secondo, <strong>Fiori finti</strong>, la protagonista affronta un’avventura extracorporea in cui sente la presenza della sua cara amica d&#8217;infanzia, ormai defunta.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel terzo, <strong>Il Viaggiatore</strong>, il protagonista compie un viaggio che sembra non consentirgli il ritorno, in cui non riesce a prendere la giusta decisione che lo potrebbe riportare a casa.</p>
<p style="text-align: justify;">L’ultimo racconto, <strong>L’Autunno</strong>, presenta un personaggio che sembra riprendere a tratti la personalità della stessa autrice. Si tratta del primo racconto da lei composto anche se posizionato in fondo al libro, quasi come se volesse rappresentare l’epilogo delle quattro storie.</p>
<p style="text-align: justify;">Una buona prova per l’autrice Anna Cibotti, classe 1946, autodidatta con la passione per la scrittura e per la pittura. Il libro è breve ma conciso e le storie narrate in esso lasciano nel lettore un che di misterioso, come se ci fosse qualcosa di non svelato del tutto, come se si volesse lasciare il lettore libero di interpretare il finale della storia secondo le sue aspettative. Un modo per concludere i racconti che lascia uno spunto per una riflessione intimista sulla vita stessa e sulle molteplici possibilità che offre ad ogni individuo.</p>
<p style="text-align: justify;">Consiglio la lettura di questo libro, semplice ma complesso nella sua trama, che mostra la fantasia e l’estro creativo della sua autrice, che si rivolge ai lettori in modo diretto, senza fronzoli per regalare un lettura adatta a tutti. Un ringraziamento speciale ad Anna Cibotti per aver inviato alla nostra redazione copia del suo libro.</p>
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		<title>Mezzogiorno dell&#8217;animo di Enrico Pietrangeli</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Mar 2012 20:46:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>guest</dc:creator>
				<category><![CDATA[Poesia]]></category>
		<category><![CDATA[Enrico Pietrangeli]]></category>

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		<description><![CDATA[Nella sua ultima opera poetica Mezzogiorno dell’animo (CLEUP, Padova, 2011) il poeta Enrico Pietrangeli redige una vera e propria anamnesi poetica del dolore, un viaggio centripeto e centrifugo, esteriorizzato nella vita quotidiana ed interiorizzato nelle più intime e mistiche profondità dell’animo umano per approdare ad una salvifica e realistica fede nell’esistenza.
Il dolore inscrive nella carne ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a class="lightbox" title="Mezzogiorno dell'animo di Enrico Pietrangeli" href="http://www.recensionilibri.info/wp-content/uploads/2012/03/Pietrangeli_mezzogiorno_dell_anima.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-37897" title="Mezzogiorno dell'animo di Enrico Pietrangeli" src="http://www.recensionilibri.info/wp-content/uploads/2012/03/Pietrangeli_mezzogiorno_dell_anima-144x230.jpg" alt="" width="144" height="230" /></a>Nella sua ultima opera poetica <strong>Mezzogiorno dell’animo</strong> (CLEUP, Padova, 2011) il poeta <strong>Enrico Pietrangeli</strong> redige una vera e propria anamnesi poetica del dolore, un viaggio centripeto e centrifugo, esteriorizzato nella vita quotidiana ed interiorizzato nelle più intime e mistiche profondità dell’animo umano per approdare ad una salvifica e realistica fede nell’esistenza.</p>
<p>Il dolore inscrive nella carne la memoria di un percorso individuale attraverso cui il poeta crea instancabilmente semantiche verbali di ampia portata filosofica con i quali risolve l’enigmaticità e il mistero del dolore che si trasforma nell’occasione, unica e quasi irraggiungibile dai più, di apprendere l’arte vivificante dell’Amore. L’attesa nel dolore è attesa del compimento di un canovaccio esistenziale proiettato alla compassione e alla comprensione del sé con un decisivo e taumaturgico approdo al Verbo divino. <strong>Pietrangeli</strong> e i suoi versi di struggente bellezza linguistica, semantica e stilistica combaciano perfettamente; l’uomo aderisce completamente alla parola che si fa verità oggettiva. Una volta conosciuto il limite nella morte, apostrofando la discesa negli abissi epidermici della quotidianità propedeutici alla risalita verso la luce, il dolore offre la possibilità al divenire e al cambiamento positivo e come scrive <strong>Luigi Pareyson</strong> in “<strong>Ontologia della libertà. Il male e la sofferenza</strong>”: “È estremamente tragico che solo nel dolore Dio riesca a soccorrere l&#8217;uomo e l&#8217;uomo giunga a redimersi ed elevarsi a Dio. Ma è proprio in questa consofferenza divina e umana che il dolore si rivela come l&#8217;unica forza che riesce ad avere ragione del male&#8230; In virtù di quella consofferenza il dolore si manifesta come il nesso vivente tra divinità e umanità, come una nuova copula mundi; ed è per questo che la sofferenza va considerata come il perno della rotazione dal negativo al positivo, il ritmo della libertà, il fulcro della storia, la pulsazione del reale, il vincolo fra tempo ed eternità&#8230;”.</p>
<p>Non si soffre inutilmente: il viaggio, periplo instancabile, prevede una meta nell’espiazione e nella redenzione, nella libertà di percepire il volo abbracciando l’intero universo. Il poeta nel proemio dichiara la sua attesa e la ricerca di un moto perfetto non ancora compiuto ma che troverà soluzione nei versi che ruoteranno inversamente e diversamente per cercare e trovare “differenze” e “analogie” esistenziali per inferenza. Poeta-filosofo, Pietrangeli è un mistico del linguaggio ed opera una scelta, poetica ed esistenziale: vivere comprendendo di esser vivo, superando le prove che la vita gli riserva, nel bene e nel male, passando attraverso la Croce (“Giunge e ovunque un giorno/ vulnerabile e quasi improvviso,/ in cui la vita si sovrappone/ del silente peso di una croce”) per poi risorgere come nuova essenza. Perciò, la fede e la speranza nell’amore hanno il privilegio di essere l’eterno e beatificante viatico. Così scrive nel suo Incipit: “Non ho mai illuso e non ero/ di malato inguaribile specie./ Del dolore scelsi il percorso/ e non più di sopire il cuore/ d’incompiuto sentire svanire.”</p>
<p>La vera conoscenza scaturisce dall’esperienza, dal sentimento del tempo che passa e dalla consapevolezza che “non sarà mai tutto come prima”. Il passato è preservato nella memoria mentre “la materia è atto creativo” in continua trasformazione fino ad arrivare ad un punto in cui le tre coordinate temporali, passato, presente e futuro si realizzeranno in un unico tutto che “sarà quel che è”. Il poeta ci delucida, ci emoziona con le sue metafore e similitudini di spessore raggiungendo alti livelli espressivi e linguistici dove la parola si fa voce dell’anima, un suono autentico che proviene dal vissuto e vi aderisce perfettamente riuscendo a trasmettere emozioni pure al lettore.</p>
<p>Il dolore non è rinuncia o sconfitta, è il mezzo divino per passare attraverso la croce per poi rinascere a vita nuova ritrovando la strada per Itaca, è un ritorno all’essere, un approdo sinergico alla maturità della fede e del mistero di Dio che tutto avvolge e tutto amplifica come le anafore sinuose dei versi. Ci riconosciamo in questi versi, li facciamo nostri e comuni al sentire di ogni uomo che ha conosciuto la sofferenza per poi arrivare alla luce di una vita in cui l’Amore ha la precedenza su ogni valore prettamente umano.</p>
<p>Di qui per induzione approdiamo all’estasi della perfetta conoscenza, quella che ci fa sentire vivi senza seguire leggi umane o regole prestabilite ma solo le vicissitudini formative dell’esperienza. <strong>Pietrangeli</strong> ci offre la sua educazione sentimentale e spirituale perché, ben inteso, l’amore e la spiritualità trovano un punto d’arrivo comune nel dipanarsi repentino di sacre visioni che delucidano e danno un senso alla nostra vita. Che si tratti di destino o meno il poeta non ci dà una risposta definitiva, sembra solo suggerire che le geometrie dei possibili incroci della realtà possono portare ad una consapevolezza nuova, quella dell’uomo e della sua dignità che nella ricerca di un viaggio senza fine giunge ad una sincera ed umile soluzione: l’Amore è alla portata di tutti, basta solo avere il coraggio di scendere negli abissi per poter poi dantescamente risalire ai più alti lidi dell’umana terra dove il cielo non è distante e si permea di luce divina.</p>
<p><em>Vincenza Fava</em></p>
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		<title>Ci meritiamo tutto &#8211; Danilo Masotti</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Mar 2012 12:48:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>guest</dc:creator>
				<category><![CDATA[Romanzi]]></category>
		<category><![CDATA[Danilo Masotti]]></category>

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		<description><![CDATA[Sinossi
Mario Zanardi è impiegato alla Nulla spa, multinazionale italiana del “far nulla”, che gli permette di timbrare e stare al lavoro stancamente per otto ore, più un’ora di meritata pausa pranzo, fingendo di lavorare per arrivare prima alle sei poi al fine settimana e infine alla pensione, senza particolari patemi. Mario Zanardi è anche stato ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a class="lightbox" title="Ci meritiamo tutto - Danilo Masotti" href="http://www.recensionilibri.info/wp-content/uploads/2012/03/Ci-meritiamo-tutto-Danilo-Masotti.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-37876" title="Ci meritiamo tutto - Danilo Masotti" src="http://www.recensionilibri.info/wp-content/uploads/2012/03/Ci-meritiamo-tutto-Danilo-Masotti-150x230.jpg" alt="" width="150" height="230" /></a>Sinossi</strong></p>
<p>Mario Zanardi è impiegato alla Nulla spa, multinazionale italiana del “far nulla”, che gli permette di timbrare e stare al lavoro stancamente per otto ore, più un’ora di meritata pausa pranzo, fingendo di lavorare per arrivare prima alle sei poi al fine settimana e infine alla pensione, senza particolari patemi. Mario Zanardi è anche stato lasciato da Irene, il suo grande amore, la fidanzata che da lui pretendeva un salto di qualità del loro rapporto, un salto che Mario non ha saputo mai darle. Ah dimenticavo; la Nulla Spa sta per fallire, lasciando i suoi dipendenti con un pugno di mosche, senza la rete protettiva di un lavoro sicuro ma anche offrendo a Mario e ai suoi colleghi, l’occasione per riappropriarsi della loro vita ….</p>
<p><strong>Recensione</strong></p>
<p>Masotti, noto blogger, o “bloggher”, come direbbe lui !!!, bolognese, impegnato da sempre a descrivere la grande metropoli di provincia nella quale vive, per questa volta dismette i panni del ricercatore antropologico, passione che in precedenza aveva prodotto i romanzi: “Umarells”, “Umarells 2.0” e “Il Codice Bologna”, libri dedicati agli stereotipi della sua città, sia anziani che non, e riesce a produrre invece un romanzo costituito da poco più di un centinaio di pagine e da una prosa veloce. Ideale prosecuzione del “Adesso basta” di Simone Perrotti, un po’ romanzo, un po’ manuale, che racconta l’esperienza dell’autore su come sia riusicito a cambiare la propria esistenza lavorativa in maniera definitiva. Masotti invece non dispsensa consigli o ammonimenti, ma si limita a narrare la storia di un normale ragazzo di una normale città italiana, infarcendo il tutto con con molto termini “Inglisc” per descrivere la vita di Mario Zanardi, un “adultolescente” che vive a Bologna e alterna inutili e agonizzanti giornate lavorative al servizio della Nulla Spa, imprecisata società del centro storico felsineo, ove alterna giornate piene di navigazione internet fra i vari social network, la registrazione contabile di fatture, pause pranzo che detesta e pause caffè cui non può e non sa rinunciare, il tutto per arrivare alle sei e poter fuggire a fare cosa non lo sa nemmeno lui. Strangolato nell’omologazione più becera e senza sapere come risolvere questa vita &#8211; non vita che lo strangola quotidianamente, causa la presenza di una serie di persone e colleghi che nemmeno si sognerebbe di incontrare se non costretto da un lavoro cui pensa di non poter rinunciare. A porre fine a questo limbo il prologo del romanzo che descrive immediatamente cosa accade ai protagonisti dopo il fallimento della Nulla Spa. Ricordando che alla fine in ognuno di noi c’è la monotonia di un Mario Zanardi perennemente acquattato dietro ad un angolo. La bravura di ognuno è poterlo sconfiggere con l’arma più preziosa che ci è data: il desiderio di cambiare.</p>
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		<title>L&#8217;Umore del Caffè di Marco Miele</title>
		<link>http://www.recensionilibri.info/recensioni/gialli/lumore-del-caffe-di-marco-miele.html</link>
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		<pubDate>Wed, 14 Mar 2012 22:27:45 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a class="lightbox" title="L'Umore del Caffè di Marco Miele" href="http://www.recensionilibri.info/wp-content/uploads/2012/03/umore_del_caffe.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-37871" title="L'Umore del Caffè di Marco Miele" src="http://www.recensionilibri.info/wp-content/uploads/2012/03/umore_del_caffe-147x230.jpg" alt="" width="147" height="230" /></a>Libro dalla copertina inquietante,un chicco di caffè, e dalla trama rassicurante, gradevole si potrebbe definre easy reading, ma a guardare bene questo &#8221; <strong>l&#8217;Umore dell caffè</strong>&#8221; è pieno di energia vitale che ti scuote per lasciarti serena solo alla fine. Un giallo, poco convenzionale, ambientato in Toscana, con protagonisti tutti reali nel lessico e nelle gesta. Il giallo tiene unito un romanzo che parla di ragazzi e di uomini, di amore e di sesso di amicizia e di odio&#8230;la vita di tutti insomma, ma il dialetto e le maleparole, il lavoro e la vita di tutti i giorni lo rendono il libro di tutti noi. I flashback sono usati un po&#8217; con mano pesante, a volte ci si perde ma il fine è quello giusto di creare la giusta atmostera e il giusto ritmo.. gran bel ritmo da subito.</p>
<p>Molto gradevole anche la presentazione dell&#8217;autore in 4&#8242;</p>
<p>L&#8217;umore del caffè mi ha portato per mano alle fine come un vecchio compagno di scuola&#8230;che mi vuole bene.</p>
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		<title>Televisione</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Mar 2012 17:55:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lo Staff</dc:creator>
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		<title>Leopardi e l&#8217;invenzione della moda</title>
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		<title>Saper vedere l&#8217;architettura</title>
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